Luca La Mesa. Sinonimo di Social Media

Luca La Mesa, dopo aver lavorato nel marketing di Unilever e Procter & Gamble, si è specializzato in strategie avanzate di social media marketing ed innovazioni tecnologiche. Negli ultimi anni è stato anche Presidente della Procter&Gamble Alumni Italia ed è stato premiato da P&G Alumni Global tra i “40 under 40” più meritevoli in tutto il mondo. Singularity University Ambassador e SingularityU Italy Investor. Selezionato per l’Hive Global Leaders Program @HARVARD 2016. TEDx Speaker. Nel 2021 è stato l’unico italiano a vincere il Global Startup Awards che è stato assegnato a Copenaghen a fine anno. In questi anni ha raggiunto importanti risultati con clienti come il Campionato Mondiale Superbike, Pirelli, FENDI, BULGARI, Versace, AS Roma, Federazione Italiana Pallavolo, Francesco Totti #MioCapitano (AS Roma), Francesca Piccinini #ConLeAzzurre (campagna più virale Twitter Italia Ottobre 2014), Internazionali BNL d’Italia, Olimpiadi di Rio 2016 (CONI), Olimpiadi Pyeongchang 2018 (CONI), Fiorello, Enrico Brignano, Cornetto Algida, DOVE, La7 e molti altri.

Come si diventa un Social Media Manager di successo?
Tenendosi sempre aggiornati. Sembra un dettaglio ma è fondamentale. È molto facile iniziare ad usare i social media ma è molto complicato usarli in maniera avanzata. Purtroppo, i risultati li può avere solo chi li usa in maniera professionale. Tutti gli altri probabilmente stanno perdendo tempo e soldi. Solo dallo studio nascono idee che si possono testare e dai test nascono le campagne di successo. La campagna più virale di tutta Twitter in Italia ad Ottobre 2014 (#ConLeAzzurre) l’ho ideata proprio come test dopo aver studiato qualcosa di simile gli anni prima e avendo fatto tesoro di altri progetti che avevo appena concluso. Le idee che possiamo avere sono direttamente proporzionali agli stimoli che riceviamo per cui trovare il tempo per aggiornarsi è fondamentale.

Qual è la tua idea di Marketing non convenzionale?
Seguire strade alternative. Oggi ci sono molte più opportunità ma anche molta più concorrenza. Le tecniche non convenzionali servono proprio a distinguersi dagli altri. Un famoso libro di Seth Godin parlava proprio del concetto di “Mucca Viola”. Quanto è più facile farsi notare da una mucca viola in un mondo di mucche marroni? Insegno spesso tecniche per emergere e farsi notare e rimango sempre sorpreso dalla creatività con cui poi i miei studenti le mettono in pratica. Mi viene in mente uno studente che aveva la passione per la cucina e che voleva lavorare nel mondo digital. Ha creato un suo ragù (chiamato “grossolano”) e lo ha inviato alle aziende per cui voleva lavorare. Sulla scatola del ragù c’era stampato il suo curriculum, la sua email e il suo profilo Instagram. Questa tecnica non convenzionale gli ha permesso di farsi notare, apprezzare ed assumere.

Nel tuo lavoro ti confronti con forti personalità. Come riesci a coordinare le attività lavorative con loro?
Nel nostro lavoro dobbiamo essere obiettivi e lucidi. Anche diplomatici ma non siamo pagati per assecondare i clienti. Siamo pagati per spiegare loro come gestire al meglio i social media. Bisogna avere il coraggio e i modi di spiegare le motivazioni alla base delle nostre strategie. Un cliente “educato” alla materia è un cliente più facile da gestire. Il cliente che non ascolta o che vuole fare di testa sua non avrà risultati per cui meglio perderlo subito che dedicargli energie. Probabilmente tornerà quando avrà perso soldi e tempo.

Come racconteresti il ruolo che hanno le singole piattaforme Social? (Facebook, Instagram, Twitter, LinkedIn, Pinterest, Tik Tok).
Le varie piattaforme sono come differenti “lingue”: inglese, francese, tedesco ecc… Solo con questo esempio si può capire che hanno un linguaggio diverso e che devono essere gestite ciascuno con una strategia ad hoc. Sicuramente si possono avere importanti sinergie di contenuto tra le varie piattaforme ma dobbiamo allontanarci dal concetto di “copia/incolla” pur di presidiarle tutte. Meglio rimanere solo su quelle che si è in grado di presidiare professionalmente.

All’interno del tuo sito web ci parli di investimenti in realtà aziendali con elevato impatto sociale. Qual è il criterio di valutazione che fai?
Nel 2015 mi hanno selezionato per l’Executive Program presso la Singularity University che si trova nel NASA Ames Research Center. Mi hanno insegnato quanto sia importante utilizzare le tecnologie per avere un impatto positivo su più persone possibili. Ti chiedono di decidere di analizzare uno dei problemi del mondo (i problemi legati all’acqua, al cibo, all’ambiente, all’istruzione, alla sicurezza ecc…) e studiare come usare la tecnologia per migliorare la vita di 1 miliardo di persone in 10 anni. Un obiettivo impossibile nella testa di molti ed è per questo che insegnano come avere un “impatto esponenziale” sulla vita degli altri. Questo è un criterio che uso ogni volta che posso. Ad esempio ho co-fondato con Giulia Lapertosa Carriere.it proprio per dare educazione professionale sulle competenze più richieste del mercato al prezzo più basso possibile. Con 70€+IVA l’anno rendiamo possibile studiare più di 50 corsi di alta qualità. Il posizionamento di alta qualità e prezzo super accessibile nasce proprio dalla voglia di arrivare e aiutare più persone possibile.

Che rapporto hai con il mondo dello sport? Pensiamo che avere passioni sportive possa aiutare un professionista nel proprio lavoro. È proprio così?
Ho sempre amato lo sport e l’ho praticato tanto in passato. Ne ho visto da dentro le dinamiche e le sfide e sicuramente mi ha aiutato tanto quanto poi mi sono ritrovato a collaborare alla gestione social di progetti importanti come gli Internazionali BNL d’Italia, le Olimpiadi di Rio o i progetti con le squadre di calcio e gli atleti di molte federazioni. Dall’esterno è molto più difficile capirne le complessità specifiche.

Come è cambiato il mondo dei Social con l’arrivo della pandemia? Che ne pensi a riguardo?
È cambiato tanto. Gli utenti hanno utilizzato i social media per rimanere maggiormente in contatto, in particolare nei momenti di isolamento forzato. Ora dobbiamo essere bravi a fare un passo indietro e tornare a vivere delle relazioni maggiormente “umane” e non intermediate dagli schermi.

Quanto il mondo della comunicazione deve ai Social Media?
I social media hanno innovato tanto il modo di fare comunicazione. Credo che alcune aziende in particolare debbano tanto ai social media. Senza di loro non sarebbero mai cresciute nel modo che molti conoscono.

Sono però convinto che si sia persa qualità. Il futuro dei social media dovrà essere basato su una maggiore qualità dei contenuti, sulla certezza delle metriche e su trasparenza nell’uso dei dati.

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