Come influisce la trasformazione digitale nella nostra mente

L’era digitale si è instaurata nelle nostre esistenze con le caratteristiche di un’evoluzione, piuttosto che di una rivoluzione. Pian piano ha cambiato il nostro modo di comunicare in tutti gli ambiti della vita, portando con sé dei cambiamenti significativi nel modo di vivere le relazioni.

Nel dopoguerra, l’introduzione degli elettrodomestici nelle case, come ad esempio il frigorifero o la lavatrice, ha permesso un nuovo modo di vivere e ha modificato le abitudini delle persone, facendo anche risparmiare tempo ed energie. Per quanto riguarda il settore della comunicazione, la televisione ha cambiato il modo di ricevere notizie e di informarsi. Il rischio maggiore era forse quello di trascorrere troppo tempo in casa seduti sul divano, davanti a uno schermo, ma la televisione non accompagnava le persone ovunque si trovassero e in ogni momento della giornata; soprattutto agli albori, infatti, il palinsesto era ridotto a qualche ora nell’arco della giornata e i programmi non coprivano tutte le ventiquattro ore. La tecnologia che è entrata in modo molto profondo nella nostra quotidianità e che, con i suoi vantaggi e svantaggi, ci accompagna ovunque e in ogni momento è quella di internet.

Ma quali conseguenze può portare questo nuovo modo di comunicare? Quali risvolti essa ha portato sulla personalità ed il modo di interagire tra le persone? 

Non c’è alcun dubbio sul fatto che i vantaggi connessi a un uso adeguato di internet siano molteplici ed evidenti: con i motori di ricerca abbiamo immediatamente sottomano una quantità inimmaginabile di informazioni, possiamo fare ricerche e approfondimenti senza muoverci da casa rintracciando tutto il materiale che ci serve, pubblicizzare prodotti e servizi a costi accessibili; attraverso i social network manteniamo rapporti con persone anche fisicamente lontane, ritroviamo vecchie amicizie e restiamo informati su persone a cui teniamo anche dopo tanti anni, contattiamo persone altrimenti irraggiungibili; possiamo, inoltre, tenere un diario, esprimere considerazioni, crearci addirittura un lavoro su piattaforme dedicate.

Dalla compravendita online al blogging professionale, il web sembra premiare le buone idee: non necessariamente le più intelligenti, ma certamente quelle che riescono a individuare i temi caldi del momento e catturare l’interesse degli utenti. L’opportunità di mettersi in gioco pubblicamente, sperimentando la forza delle proprie convinzioni con un confronto indiretto, costituisce anche una forte spinta al rafforzamento della propria identità. Inoltre, sebbene non sia ancora stato confermato dalle ricerche, sembrerebbe che la rapidità con cui i giovani si muovono attraverso i dispositivi sia anche un fattore di potenziamento del processo decisionale (o decision making).

Il sistema formativo deve rafforzarsi per offrire una formazione ottimale in materia di competenze digitali e comportamentali

Per quanto riguarda il mondo del lavoro, si parte dal presupposto che la digitalizzazione acceleri lo sviluppo economico. Non siamo ancora in grado di prevedere quali saranno le attività e i mestieri che svolgeranno i bambini che oggi frequentano la scuola dell’infanzia. Di conseguenza è fondamentale che i giovani abbiano un atteggiamento positivo nei confronti dei cambiamenti e che il loro ambiente (genitori, insegnanti, ecc.) li sostenga in tal senso. La curiosità verso le numerose possibilità che la vita offre non deve spegnersi con il divenire adulti, poiché è la spinta migliore per esercitare lavori appaganti durante tutta la vita professionale. 

Quali competenze sono richieste in un mondo del lavoro sempre più caratterizzato dalla digitalizzazione?

Secondo numerose pubblicazioni, con l’avanzare della digitalizzazione i lavoratori dovranno essere dotati di nuove competenze per poter stare al passo con un mondo del lavoro sempre più digitalizzato, un’idea talvolta identificata con l’espressione «skill shift» o «skill change», vale a dire «cambiamento di competenze». Si tratta principalmente di concetti quali «competenze digitali» e «pensiero computazionale», che spesso non sono però definiti con precisione. D’altro canto, in molte pubblicazioni si sottolinea che, proprio nell’era digitale, doti umane quali la creatività e le competenze sociali sono particolarmente importanti, poiché rendono l’essere umano superiore alla macchina. 

Le competenze sociali, incentrate sulla comunicazione, sono importanti. Sono incluse anche la capacità di ascolto, l’empatia, la gestione della diversità, la consapevolezza culturale e le competenze digitali. Le capacità analitiche e il pensiero critico sono strettamente correlati e, insieme con la creatività, sono i presupposti principali della capacità di risolvere problemi, richiesta di frequente. Considerando tutti i modelli e gli elenchi utilizzati, emergono tre competenze che possono essere considerate le più suscettibili di consenso: comunicazione, capacità di risolvere problemi e pensiero critico.

Nel presente articolo i valori fondamentali costituiscono la base delle competenze. Se manca un solido radicamento in determinati valori, le competenze non hanno necessariamente effetti positivi nell’ottica dell’intera società. Il «modello di competenze» degli antichi era costituito dalle quattro virtù cardinali: giustizia (iustitia), temperanza (temperantia), fortezza (fortitudo) e saggezza (sapientia). Il Cristianesimo ha aggiunto altre tre virtù: fede, speranza e carità. 

Virtù e valori fondamentali sono dunque sempre figli del loro tempo, fortemente influenzati sia a livello ideologico che dal punto di vista culturale. L’espressione «valori fondamentali» potrebbe anche essere sostituita con «punti di forza del carattere», concetto che assume una posizione centrale nella disciplina di stampo scientifico della «psicologia positiva». 

Per concludere, anche se c’è tanto altro da dire, il sistema formativo deve rafforzarsi per offrire una formazione ottimale in materia di competenze digitali e comportamentali. Per riuscire a gestire i cambiamenti tecnologici nel miglior modo possibile, educando soprattutto all’importanza delle competenze personali e sociali.  

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Psicoterapeuta / Noècom Training

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